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MESSAGGIO DEL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, ON. ANTONIO TAJANI, IN OCCASIONE DEL 70° ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DI MARCINELLE E DELLA 25ª GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO

(Marcinelle, 8 agosto 2026)

Settant’anni fa, l’8 agosto 1956, Marcinelle entrò per sempre nella memoria collettiva del nostro Paese e dell’Europa.

Nel pozzo del Bois du Cazier persero la vita 262 lavoratori di dodici nazionalità, di cui 136 italiani. Oggi li ricordiamo uno ad uno. Dietro quei numeri vi erano nomi, volti, famiglie, speranze. Uomini partiti per costruire, attraverso il lavoro, un futuro migliore per i propri figli e per contribuire alla rinascita dell’Italia.

Questa giornata appartiene anche a chi restò: alle vedove, agli orfani e alle comunità che seppero trasformare un dolore immenso nella forza della memoria e nel coraggio di andare avanti. Da loro abbiamo imparato il significato più autentico della dignità: quella di chi aveva lasciato la propria terra per lavorare e quella di chi, per settant’anni, ne ha custodito e tramandato la memoria.

Per questo dal 2001, per iniziativa del Governo Berlusconi, l’8 agosto è la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

Marcinelle è una tragedia italiana, ma anche profondamente europea. Da quel dolore maturò anche la consapevolezza che l’Europa dovesse essere non soltanto uno spazio economico, ma una comunità di diritti, solidarietà e tutela della persona.

Ho lavorato a Bruxelles, insieme a tutto il Governo, per fare dell’8 agosto la Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro. Un’iniziativa che ho fortemente voluto e che presto sarà realtà. In questo spirito europeo è mia intenzione effettuare nei prossimi mesi una nuova visita a Marcinelle insieme al Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

La memoria deve tradursi in responsabilità e azione. La nostra Costituzione fonda la Repubblica sul lavoro, riconosce a ogni cittadino il diritto al lavoro e richiama ciascuno al dovere di contribuire al progresso della società. Ogni vita perduta sul lavoro colpisce uno dei fondamenti stessi della nostra democrazia.

Nessun risultato economico può valere una vita umana. La sicurezza di chi lavora è la prima misura della civiltà di un Paese. Servono prevenzione, formazione, regole chiare, controlli rigorosi e una responsabilità condivisa da istituzioni, imprese e lavoratori.

A settant’anni di distanza, l’Italia si stringe intorno a Marcinelle. Lo fa per rendere omaggio alle vittime, per esprimere vicinanza alle loro famiglie e per rinnovare la propria gratitudine verso i milioni di connazionali che, con il lavoro, le capacità e il sacrificio, continuano ogni giorno a dare prestigio al nostro Paese nel mondo.

Custodire la memoria di Marcinelle significa trasformarla in responsabilità. Significa difendere ovunque la dignità del lavoro, rafforzare la cultura della sicurezza e operare affinché nessuno debba più perdere la vita mentre costruisce il proprio futuro e quello della propria famiglia. Questo è l’impegno che assumiamo davanti ai caduti di Marcinelle e a tutti gli italiani nel mondo:
mai più morti sul lavoro.

Onore ai caduti di Marcinelle. Viva l’Italia, viva gli italiani all’estero, viva l’Europa!

Antonio Tajani

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